Quando accendiamo il riscaldamento, l’edificio inizia a mostrare differenze che durante il resto dell’anno possono essere molto meno evidenti. Una stanza impiega più tempo a raggiungere la temperatura desiderata, una parete rimane fredda, vicino a una finestra percepiamo una corrente d’aria oppure compare condensa sempre nello stesso punto.
Non sempre questi segnali indicano un problema grave, ma possono raccontare qualcosa sul modo in cui la casa trattiene e disperde il calore.
La termografia edificio permette di osservare queste differenze attraverso una termocamera, rilevando la temperatura superficiale degli elementi costruttivi e trasformandola in immagini che aiutano il tecnico a individuare zone anomale.
Non significa “vedere attraverso i muri” e una fotografia termica, da sola, non costituisce una diagnosi. Il suo valore sta nel permetterci di capire dove approfondire, evitando di intervenire per tentativi.
Termografia edificio e dispersioni termiche: dove si perde calore?
Uno degli utilizzi più interessanti della termografia riguarda l’analisi delle dispersioni termiche dell’edificio.
Pareti, coperture, serramenti, cassonetti, solai e punti di collegamento tra diversi elementi costruttivi possono comportarsi in maniera differente. Quando l’interno della casa è riscaldato e all’esterno la temperatura è più bassa, alcune di queste differenze diventano maggiormente leggibili.
Una zona particolarmente fredda rispetto alle superfici circostanti può suggerire la presenza di una discontinuità dell’isolamento o di un elemento che merita ulteriori verifiche.
Per questo utilizziamo la termografia anche all’interno della nostra consulenza energetica: prima di decidere quali interventi realizzare, cerchiamo di comprendere come si comporta realmente l’edificio.
Cambiare gli infissi, installare un cappotto o intervenire sull’impianto può essere corretto. Ma la scelta dovrebbe partire dalla diagnosi, non dalla soluzione.
Termografia casa e ponti termici: perché alcune pareti restano fredde
Una delle ricerche più frequenti riguarda le pareti che, durante l’inverno, risultano molto più fredde rispetto al resto della stanza.
La causa può essere diversa da caso a caso.
In alcuni punti dell’edificio possono essere presenti ponti termici, cioè zone nelle quali il comportamento termico dell’involucro cambia per motivi geometrici o costruttivi.
Possono manifestarsi, per esempio, in corrispondenza di pilastri, travi, balconi, collegamenti tra pareti e solai o nodi costruttivi particolari.
Attraverso una termografia della casa possiamo evidenziare differenze di temperatura che aiutano a localizzare queste aree e a comprendere dove sia opportuno concentrare gli approfondimenti.
Questo è particolarmente importante perché una superficie interna molto fredda non incide soltanto sul comfort: in presenza delle giuste condizioni di temperatura e umidità può favorire anche fenomeni di condensazione superficiale.
Termografia e muffa: trovare la causa prima di trattare l’effetto
Quando compare della muffa, la tentazione è spesso intervenire direttamente sulla macchia.
Ma eliminare ciò che vediamo non significa necessariamente aver eliminato il problema che l’ha provocata.
La termografia per muffa e condensa può essere utile per verificare se la zona interessata presenta temperature superficiali significativamente più basse rispetto alle aree circostanti.
Una parete fredda, però, non basta per formulare una diagnosi. La presenza di muffa può dipendere anche da ventilazione insufficiente, elevata umidità interna, infiltrazioni o dalla combinazione di più fattori.
Per questo, quando necessario, la lettura termografica può essere integrata con le nostre attività dedicate alla salubrità degli edifici, così da affrontare la criticità con una visione più completa.
L’obiettivo non è semplicemente stabilire dove si trova la zona fredda, ma capire perché quella zona si comporta in modo diverso.
Termografia serramenti: anche una finestra nuova può avere punti critici
La sostituzione dei serramenti è uno degli interventi più comuni per migliorare il comfort e ridurre le dispersioni.
Ma un serramento performante non rende automaticamente perfetto tutto ciò che lo circonda.
Il nodo tra infisso e muratura, il cassonetto della tapparella oppure altri punti di collegamento possono presentare differenze di temperatura rispetto alle superfici circostanti.
Una termografia può aiutare a individuare queste anomalie e suggerire dove effettuare verifiche più specifiche.
Questo non significa che una diversa temperatura dimostri automaticamente un errore di posa. Significa che abbiamo individuato un punto che merita attenzione.
Ed è molto diverso dal procedere per ipotesi.
Termografia dopo una ristrutturazione: controllare anche ciò che non si vede più
La termografia edificio dopo una ristrutturazione può avere un ruolo interessante anche come strumento di controllo.
Una volta concluse le opere, molti elementi non sono più direttamente visibili: isolamento, contropareti, controsoffitti e altri componenti vengono coperti dalle finiture.
Il rilievo termografico può aiutare a osservare l’uniformità del comportamento di alcune superfici e individuare eventuali anomalie da approfondire.
Non sostituisce i controlli di cantiere o il collaudo delle opere, ma può fornire informazioni aggiuntive all’interno di una verifica più completa.
È anche per questo che in Area Casa inseriamo la termografia all’interno di una consulenza tecnica più ampia quando le caratteristiche dell’immobile lo richiedono.
Quando fare una termografia dell’edificio?
Il periodo in cui l’impianto di riscaldamento è in funzione è particolarmente interessante perché aumenta la differenza tra temperatura interna ed esterna e rende più leggibili alcune anomalie.
Ma non basta che sia inverno per rendere utile un’indagine.
Una termografia dell’edificio ha senso soprattutto quando dobbiamo rispondere a una domanda concreta:
- perché una stanza rimane più fredda delle altre?
- dove potrebbe esserci una dispersione termica?
- perché compare muffa sempre nello stesso punto?
- ci sono anomalie in corrispondenza dei serramenti?
- prima di una riqualificazione, quali zone dell’edificio meritano maggiore attenzione?
- dopo alcuni lavori, il comportamento delle superfici è uniforme?
La termocamera diventa realmente utile quando viene impiegata per orientare una diagnosi, non semplicemente per produrre immagini colorate.
Prima di intervenire, conviene capire come si comporta l’edificio
Quando il comfort non è soddisfacente o le bollette sembrano troppo elevate, è naturale pensare immediatamente a una soluzione.
Cambiare la caldaia. Sostituire gli infissi. Isolare le pareti.
Il problema è che edifici apparentemente simili possono avere criticità completamente diverse.
Per questo preferiamo partire dall’analisi.
La termografia degli edifici può aiutarci a raccogliere informazioni sulle temperature superficiali, individuare anomalie e decidere quali approfondimenti siano realmente necessari.
Non ci dice automaticamente quale intervento acquistare.
Ci aiuta a capire dove cercare il problema prima di investire nella soluzione.
Hai zone fredde, muffa o dispersioni che non riesci a spiegare?
Possiamo valutare se un’indagine termografica è adatta al tuo edificio e integrare i risultati con le altre competenze tecniche necessarie per comprendere meglio la criticità.
Contattaci per raccontarci il problema e capire quale tipo di verifica può essere più utile.
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